A Pietramontecorvino il risultato del referendum costituzionale consegna un dato chiaro: ha prevalso il NO con 599 voti pari al 53,39%, contro i 523 voti del SÌ (46,61%). L’affluenza si è attestata al 57,22%, con 1129 votanti su 1973 aventi diritto. Si registrano inoltre 6 schede nulle e 1 scheda bianca.

Un esito che riflette l’andamento nazionale e che apre a diverse letture politiche anche a livello locale.

Dal fronte del NO, il Partito Democratico evidenzia come “l’Italia abbia detto NO alla riforma del governo di centrodestra”. Particolare rilievo viene dato anche alla partecipazione dei giovani, con il 61,1% della fascia 18-34 anni schierata per il NO, interpretato come segnale di consapevolezza e attenzione verso i principi costituzionali.

A livello locale, il PD evidenzia come anche Pietramontecorvino si sia allineata al dato nazionale, sottolineando inoltre l’alta affluenza, che non si registrava a questi livelli se non in occasione delle comunali, segno di forte coinvolgimento civico.

Dal fronte opposto, Forza Italia, pur prendendo atto della vittoria del NO, rivendica con forza la scelta compiuta. “È un esito che rispettiamo, ma che non cambia il valore politico della posizione che abbiamo scelto”, si legge nella dichiarazione, in cui il partito sottolinea di essere stato l’unico a schierarsi apertamente per il con coraggio e coerenza”.

Per gli azzurri, il risultato rappresenta un punto di partenza: viene infatti evidenziata l’esistenza di una parte significativa della comunità che ha sostenuto il SÌ, base su cui costruire un’alternativa politica e rafforzare il proprio ruolo sul territorio.

Sul piano politico locale si registra anche un confronto tra Forza Italia e la lista civica Pietra Futura, che guida attualmente il Comune. Gli azzurri hanno criticato il mancato schieramento della civica sul referendum, mentre Pietra Futura ha replicato rivendicando la propria natura indipendente, difendendo la scelta di non dare indicazioni di voto e di lasciare piena libertà ai cittadini.

In una nota, la civica ha inoltre sottolineato come il dato più rilevante sia rappresentato dalla partecipazione: “la nostra comunità vuole contare, scegliere ed essere protagonista”. La scelta di non schierarsi viene letta come espressione di rispetto della pluralità delle idee e della libertà individuale, ribadendo la distanza da logiche di partito.

 

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