Quello che doveva essere un normale sabato di scuola si è trasformato in una mattinata di pesanti disagi per i giovani studenti e i lavoratori di Pietramontecorvino. A causa di una variazione del servizio di trasporto, le decine di pullman che collegano il nostro paese a Lucera hanno subito una deviazione che ha di fatto tagliato fuori il centro della città federiciana, lasciando i passeggeri lontano dalle loro destinazioni abituali.

La decisione di chiudere al traffico viale Ferrovia ha portato le Ferrovie del Gargano a sopprimere la storica fermata di Piazza del Popolo (Porta Troia), da sempre punto di riferimento per chiunque arrivi da Pietramontecorvino per motivi di studio o lavoro. Il capolinea è stato spostato d’autorità presso la stazione (via Montello), una zona che, seppur funzionale ai mezzi, risulta totalmente decentrata rispetto agli istituti scolastici superiori.

La stima del disagio è scritta nei numeri: dalla stazione di Lucera alle scuole del centro, il tragitto a piedi è di circa 2000 metri. Centinaia di ragazzi di Pietra, ma anche di diversi comuni dei Monti Daunim, carichi di libri e zaini, sono stati costretti a percorrere quasi due chilometri di “marcia forzata” per raggiungere le aule. Il risultato è stato inevitabile: ingressi in ritardo, lezioni perse e una mattinata di nervosismo che ha coinvolto anche le famiglie, rimaste sorprese da una variazione comunicata in modo tardivo e poco efficace.

Oltre al danno logistico, la beffa della comunicazione. Molti cittadini di Pietramontecorvino, che si trovavano a Lucera e dovevano rientrare in paese, sono rimasti per ore in attesa a Porta Troia senza che nessuno li avvisasse che il pullman non sarebbe mai passato di lì. Un post sui social poche ore prima non può essere considerato uno strumento idoneo a informare una comunità di pendolari che si affida quotidianamente al servizio pubblico.

La preoccupazione ora è rivolta a sabato prossimo, 7 febbraio, quando l’ordinanza verrà replicata negli stessi orari (7.30 – 12.30). Come redazione di Pietra 24, raccogliamo il malumore dei genitori e degli studenti: è possibile che non si riesca a trovare una soluzione alternativa che non costringa i nostri ragazzi a farsi due chilometri a piedi ogni volta che una strada viene chiusa? Le istituzioni e l’azienda di trasporti sono avvisate: I Monti Dauni chiedono rispetto e un servizio all’altezza dei sacrifici che i suoi pendolari compiono ogni giorno.

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