La Casa di Comunità a Pietramontecorvino si farà, ma il progetto ha cambiato indirizzo e, soprattutto, tempistiche. L’ultimo comunicato dell’Amministrazione comunale, seguito al Consiglio del 13 gennaio, annuncia una svolta logistica: la struttura sorgerà nei locali dell’ex Centro Diurno per disabili (ex asilo) e non più nel Consultorio. Una decisione definita “strategica” per ottimizzare il patrimonio immobiliare, ma che di fatto smentisce la programmazione precedente.
Cosa scrivevamo il 9 luglio 2024: Come i lettori di Pietra24.it ricorderanno, lo scorso 9 luglio avevamo riportato con un articolo (CLICCA QUI) i dettagli del piano originale inserito nei fondi PNRR. In quell’articolo, basato sui documenti della precedente amministrazione e dell’ASL, parlavamo di un intervento da 322.000 euro da realizzarsi all’interno del Consultorio Familiare. All’epoca le scadenze sembravano chiare: il nostro paese sarebbe stato interessato dai lavori a partire da settembre 2025, con un cantiere della durata prevista di 6 mesi. Oggi, a pochi mesi da quella data ipotetica, lo scenario è completamente mutato.
Il nuovo piano e i nodi burocratici: Con la nuova delibera, il Comune concede in
comodato d’uso l’ex Centro Diurno alla ASL Foggia. L’obiettivo resta quello di creare una Casa di Comunità “Spoke” con medici di base, pediatri, infermieri, assistenti sociali e tre ambulatori specialistici (come previsto dal DM 77/2022). Tuttavia, al di là degli annunci sui servizi (Punto Unico di Accesso, ADI, sala prelievi), la realtà è che i lavori sono fermi. Non c’è un nuovo cronoprogramma ufficiale e la Corte dei Conti ha acceso un faro proprio sui ritardi delle Case di Comunità finanziate dal PNRR.
I dubbi in Consiglio: Nell’ultimo Consiglio comunale la discussione sulla nuova convenzione è stata rinviata: il documento è stato giudicato incompleto e sono emerse criticità tecniche sull’immobile.

Inoltre, l’acquisizione di un nuovo finanziamento da parte dell’attuale amministrazione ha imposto una ridefinizione degli spazi che ha, di fatto, “congelato” l’iter precedente.
Dalle carte di luglio a quelle di gennaio, l’unica certezza è che i cantieri sono ancora fermi. Spostare la sede servirà a sbloccare la situazione o allungherà ulteriormente i tempi? Monitoreremo le prossime mosse del Comune e dell’ASL, perché tra progetti e realtà, nel mezzo, c’è la salute dei cittadini.



