PIETRAMONTECORVINO – La nuova classificazione dei comuni montani, prevista dalla legge nazionale attualmente in fase di definizione, continua a sollevare dubbi e perplessità nei territori delle aree interne. Anche Pietramontecorvino rischia di pagare il prezzo di criteri che guardano più alle statistiche che alla realtà geografica e sociale dei comuni.

L’ufficialità dell’elenco dei comuni che faranno parte dell’area montana è stata prorogata e, al momento, le tabelle circolate rappresentano solo ipotesi tecniche. Tra i parametri presi in considerazione c’è quello che prevede l’inclusione dei comuni in cui almeno il 60% del territorio si trovi oltre i 700 metri sul livello del mare.

Pietramontecorvino presenta caratteristiche che storicamente lo hanno sempre collocato tra i centri di montagna del Sub-Appennino Dauno.

Il centro abitato si sviluppa tra i 420 e i 530 metri di altitudine, in un continuo salire, mentre il territorio comunale raggiunge e supera i 900 metri, con precisione arriva fino a 950 metri. Dati che descrivono un paese arroccato, con una morfologia complessa e condizioni tipiche delle aree montane.

Tuttavia, l’applicazione rigida del criterio percentuale rischia di produrre effetti distorsivi. La presenza di aree a quota più bassa all’interno del territorio comunale abbassa la media altimetrica complessiva, pur lasciando invariati i problemi strutturali legati all’orografia, alla viabilità, allo spopolamento e alla difficoltà di accesso ai servizi.

Il paradosso è evidente: Pietramontecorvino continuerebbe a vivere condizioni di montanità, ma senza poter beneficiare delle misure previste per i comuni riconosciuti come tali dalla nuova normativa. Sanità territoriale, scuole di montagna, sostegno all’agricoltura e alle attività forestali, fiscalità agevolata e incentivi per il lavoro da remoto sono solo alcune delle politiche che rischiano di restare fuori portata.

Il decreto con l’elenco definitivo dei comuni montani non è ancora stato approvato. Proprio per questo, amministratori e rappresentanti dei territori chiedono che i criteri vengano rivisti, introducendo elementi capaci di tenere conto non solo delle quote altimetriche, ma anche delle condizioni reali di vita e di sviluppo delle comunità locali.

Per Pietramontecorvino la partita è ancora aperta, ma il tempo stringe. La classificazione finale dirà se la montagna continuerà a essere riconosciuta come tale, o se resterà soltanto una realtà vissuta, ma non più riconosciuta dalle istituzioni.

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