Abbonamenti più costosi, corse limitate e autobus spesso insufficienti. È questa la realtà che stanno vivendo studenti e lavoratori pendolari dei Monti Dauni, costretti ogni giorno a spostarsi verso Foggia e gli altri centri della provincia. Una situazione che, con l’avvio del nuovo anno scolastico, si è fatta insostenibile e che ha spinto i sindaci dell’Area Interna Monti Dauni a scrivere a Regione Puglia, Provincia di Foggia, Cotrap e Ferrovie del Gargano per chiedere una revisione immediata delle regole sugli abbonamenti settimanali e mensili a corse predefinite.
Le segnalazioni raccolte sul territorio parlano chiaro: il limite massimo di corse introdotto con la rimodulazione, unito all’aumento dei costi, rischia di rendere gli abbonamenti inutili già dopo poche settimane. A soffrire di più sono gli studenti con rientri pomeridiani e i lavoratori con turni spezzati, che finiscono per esaurire le corse ben prima della fine del mese.
“Molte famiglie – denuncia il presidente dell’Area Interna Monti Dauni, Pasquale Marchese – sostengono già spese rilevanti per garantire il diritto allo studio ai figli. Oggi si ritrovano a pagare di più per un servizio ridotto, che rischia di compromettere il diritto alla mobilità e all’istruzione”.
La situazione è ben rappresentata dal collegamento tra Pietra e Foggia, che spesso prevede un cambio a Lucera combinando bus e treno. Un biglietto singolo costa 3,40 euro, mentre un abbonamento mensile arriva a 84 euro. Con due viaggi al giorno, in meno di due settimane il pendolare supera la soglia di convenienza del titolo singolo. Eppure, per chi ha turni irregolari o assenze occasionali, l’abbonamento finisce per non essere sostenibile, soprattutto se associato al vincolo delle corse predefinite.
A complicare il quadro ci sono le nuove regole introdotte da Ferrovie del Gargano: dal 9 agosto 2025 ogni salita deve essere validata tramite QR code, non più soltanto la prima volta. Una modernizzazione che, però, in un territorio già fragile rischia di trasformarsi in un’ulteriore penalizzazione per i pendolari.
Per queste ragioni i primi cittadini hanno chiesto con forza l’apertura urgente di un tavolo di confronto con Regione e aziende di trasporto. L’obiettivo è arrivare a correttivi concreti e tempestivi: dall’aumento delle corse all’adeguamento del numero di mezzi, da tariffe più eque per le aree interne alla possibilità di recuperare le corse non utilizzate.
“Non chiediamo privilegi – concludono i sindaci – ma un servizio pubblico che sia davvero all’altezza delle necessità delle nostre comunità, efficiente, accessibile e sostenibile. Senza trasporti, i nostri paesi rischiano l’isolamento e i giovani continueranno ad andare via”.
La questione trasporti nei Monti Dauni è molto più di un problema tecnico o tariffario: tocca il cuore stesso dell’uguaglianza territoriale. In un’area segnata dallo spopolamento, dove l’auto privata non è un’opzione per tutti, il diritto a muoversi equivale al diritto a studiare, lavorare, curarsi. E oggi, per centinaia di famiglie, quel diritto sembra sempre più difficile da garantire.




