Il progetto “Fenice” porta anche Pietramontecorvino al centro di un confronto che riguarda tutta la Capitanata. La società NVA Fenice S.r.l. ha presentato un piano per installare 51 aerogeneratori da 175 metri, capaci di produrre complessivamente oltre 360 MW, distribuiti tra San Severo, Lucera, Torremaggiore, Castelnuovo della Daunia e, appunto, Pietramontecorvino. Per il paese l’attenzione non si concentra tanto sul centro abitato, quanto sulle campagne che lo circondano. Le aree individuate per ospitare le pale eoliche toccano terreni agricoli che da sempre rappresentano una delle principali risorse economiche del territorio. Non mancano i timori: dalla possibile perdita di valore dei suoli, alle ricadute sull’attività agricola, fino al rischio di modificare in maniera irreversibile il paesaggio rurale, fatto di colline e uliveti che caratterizzano da secoli queste zone.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha fissato al 12 settembre 2025 il termine ultimo per presentare osservazioni, e proprio da Pietramontecorvino potrebbe arrivare un contributo decisivo al dibattito. La Regione Puglia ha già espresso parere negativo, giudicando il progetto incompatibile con il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale. Alcuni Comuni, come San Severo, si sono schierati contro, mentre a Lucera l’autorizzazione iniziale è stata poi rivista con prescrizioni.
Per Pietramontecorvino, la discussione non è solo tecnica ma concreta: il futuro del progetto tocca da vicino agricoltori, residenti e operatori economici. La domanda di fondo resta aperta: le pale eoliche rappresenteranno un’opportunità di sviluppo o un rischio per l’identità produttiva e paesaggistica del territorio?



